Tempo di lavoro umile e perseverante: vita e attività dei nostri Fondatori

Tempo di lavoro umile e perseverante: vita e attività dei nostri Fondatori

2° Periodo: 1820-1845 (Biografia e profilo pastorale e spirituale)


29 Marzo 2015 alle 20h00 | 0 Invia il tuo commento!
Di Fernando Riqueto


Biografia e profilo pastorale e spirituale: 2° Periodo.

 

Inizia così quella che chiamiamo la seconda parte, nella vita e attività dei nostri Fondatori: tempo di lavoro umile e perseverante in cui, viste le difficoltà, brilla ancora di più quella ammirabile unità di spirito e sinergia di impegni per cui i due fratelli saranno tali non tanto per i vincoli naturali, ma “nel sangue di Cristo”. P. Antonio metterà a disposizione di tutti le sue ricchezze di profonda vita interiore fatta di orazione, fede-speranza-carità, prudenza e fiducia totale nella Provvidenza: come direttore, insegnante, maestro e formatore di vocazioni.

P. Marco affronta con coraggio e grande spirito di sacrificio, sempre con grande gioia e umiltà, tutte le fatiche: in casa, nella vita comune, nell’insegnamento e in particolare nell’amministrazione dei due Istituti e nell’esercizio della carità verso i poveri; fuori casa nel disbrigo di tutte le pratiche burocratiche con numerosi viaggi (a Milano, a Vienna, a Roma), nel far conoscere l’Istituto e sollecitare “vocazioni” tra il clero delle diocesi, in particolare del Regno Lombardo-Veneto, ottenere riconoscimenti e permessi (per le scuole e per la Filosofia e Teologia interna) e aiuti economici. Ecco i momenti più significativi:

 

1823


07 Febbraio
Il patriarca Pyrker scrive lettera di incoraggiamento, ma non procede all’erezione canonica della Congregazione, dato lo scarso numero di membri negli Ordini Sacri.

04 Settembre
Malattia di P. Marco, che riceve il Santo Viatico. Tutto fu causato dagli strapazzi di un “faticosissimo giro in cerca di aiuti” per pagare l’acquisto di alcune casette.
Nel mese di ottobre di ambedue gli anni, viaggio di P. Marco a Milano. Scopo: far propaganda delle pubblicazioni scolastiche Cavanis, riscuotere crediti e raccogliere fondi per le opere. Incontra P. Luigi Taparelli D’Azeglio e il conte Giacomo Mellerio, che divenne uno dei più generosi benefattori dell’Istituto Cavanis.

 

1824


02 Maggio
Nell’anniversario della fondazione dell’oratorio i Padri intimano “la nuova devozione di un anno intero dedicato a Maria Santissima, ed intitolato l’Anno Mariano, per implorare aiuto nei bisogni gravi dell’opera” (come il riconoscimento pubblico del loro Ginnasio).

 

1826


08 Dicembre
Secondo Anno Mariano. Con gli stessi scopi.

 

1827


06 Maggio
Celebrazione del 25° della fondazione dell’Istituto “con solenni e straordinarie funzioni”.

 

1828

08 Marzo
Lettera del Papa Leone XII, di lode e incoraggiamento ai due fratelli Cavanis. È il “Decretum laudis” della Congregazione.

20 Settembre
In questo sabato si ebbe la grande consolazione di avere il primo sacerdote tra i nostri alunni nella persona di don Matteo Voltolini ordinato prete”. Nella stessa ordinazione furono ordinati diaconi Pietro Spernich, Angelo Cerchieri e Giovanni Battista Toscani.

 

1830


08 Dicembre
L’Istituto riceve la prima visita Pastorale solenne del Patriarca Mons. Jacopo Monico. In questa occasione i Fondatori gli presentano il testo delle “Regole della Congregazione delle Scuole di Carità”. Sono 72 regole, suddivise in principi generali, disciplina interna, relazioni esterne.

 

1831


02 Febbraio
Vengono solennemente consegnate a tutti, Sacerdoti e Chierici, le nuove regole, approvate dall’Ordinario. Saranno la base del testo definitivo presentato alla S. Sede nel 1835. Tra i principi generali sottolineano il valore dell’uniforme vocazione, della perfetta comunità, della rigorosa povertà, del conservare un solo e medesimo spirito e uno scambievole amore.

13 Agosto
Lettera pontificia di Gregorio XVI di approvazione e lode per quanto i Cavanis fanno nei due Istituti a ben di tanta povera gioventù, li esorta ad insistere nell’opera con fermezza “senza che abbiate mai a stancarvi per alcuna fatica o ad atterrirvi per veruna difficoltà”. Queste frasi saranno riprese nel Breve “Cum Christianae” del 1836.

 

1833


Febbraio-Marzo
1° viaggio di P. Marco Cavanis a Vienna, capitale dell’Impero, per ottenere il riconoscimento della validità dell’insegnamento dato nell’Istituto, “per l’intero corso elementare, ginnasiale e filosofico” Diverse udienze con l’imperatore, il nunzio apostolico Ostini e altre persone di Corte.

15 Dicembre
Dopo mesi di trattative con il Sr Francesco Marchiori si firma la convenzione per l’apertura di una Casa delle Scuole di Carità nella cittadina di Lendinara (Rovigo).

 

1834


Giugno-Settembre
Terzo viaggio di P. Marco a Milano, soprattutto per raccogliere fondi. “Rallegratevi che il Signore si degna esaudire quelle orazioni che fate sempre per me… Ho motivo di faticare alcun poco pel bene della mia cara famiglia, ed è questa per me una cosa di sommo gusto e piacere”. Conoscenza e amicizia con tante persone, tra cui anche i santi Gaspare Bertoni e Maddalena di Canossa.

 

1835


Febbraio-Agosto
Il P. Marco Cavanis a Roma per chiedere l’approvazione della Congregazione delle Scuole di Carità da parte della Santa Sede. È un periodo di fatiche e sofferenze per tutti e due i Fondatori, ma ricco di benedizioni e grazie che si conclude con l’approvazione del progetto, fatta dalla sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari e la sanzione data dal Papa Gregorio XVI. Il Breve viene emanato il 21 giugno 1836 e le Costituzioni definitive sono approvate il 23 settembre 1836.

P. Antonio sostiene da solo per sei mesi il peso della direzione e dell’amministrazione delle scuole, anche se indebolito dalla sua malattia. P. Marco spera che l’approvazione pontificia contribuirà a far conoscere e diffondere l’Istituto, aumentare le vocazioni, anche a far superare tanti intoppi burocratici contro l’educazione non impartita dallo Stato. Per questo si prodiga per completare il testo delle Costituzioni, chiarire ai responsabili dei dicasteri romani possibili dubbi, invocare in più udienze l’aiuto morale e materiale del Santo Padre.

 

1837


18 Agosto
Placet regio al Breve “Cum Christianae”.

23 Settembre
Ordinazione sacerdotale di don Angelo Minozzi, don Giuseppe Marchiori e don Sebastiano Casara. Giuseppe Rovigo e Giuseppe Da Col ricevono la Tonsura e il Lettorato.

 

1838


Febbraio-Marzo
2° viaggio di P. Marco a Vienna (con P. Marchiori), ancora per le scuole, perché sia riconosciuto il loro carattere “pubblico” e perché ai chierici fosse permesso lo studio filosofico fatto in Istituto.

01 Maggio-23 Giugno
4° viaggio di P. Marco a Milano, con P. Casara. Diffondere il libretto: “Notizie intorno alla fondazione della Congregazione…”, e raccogliere sussidi per l’opera. Anche in questo viaggio P. Marco incontra ed è ospite di tante sante persone tra cui a Verona S. Gaspare Bretoni, i servi di Dio don Antonio Provolo e don Nicola Mazza, a Brescia il beato Lodovico Pavoni, a Milano L’abate Antonio Rosmini.

13-14 Luglio
I giorni santi dell’Istituzione canonica della Congregazione. Tre giorni di Ritiro per tutta la Comunità, come preparazione spirituale al grande giorno dell’istituzione Canonica della Congregazione. Il P. Antonio Angelo Cavanis riceve l’abito di Congregazione il 13 luglio e fa la professione dei voti (voluta dalla S. Sede) il 14 luglio, davanti al fratello che lo fa riconoscere come Superiore.

15 Luglio
Vestizione, al mattino, di P. Marco e di tutti i sacerdoti e chierici dell’Istituto; nel pomeriggio, professione religiosa dei 5 sacerdoti e vestizione dei fratelli laici fatta da P. Marco. Commoventi per tutti “gli infuocati discorsi tenuti dal Superiore P. Antonio”.

16 Luglio
È il giorno sacro alle glorie della Beata Vergine del Carmelo, scelto per la solenne istituzione della nuova Congregazione “per porla in questo pubblico atto di devozione sotto gli auspici della Gran Madre di Dio ed impetrarne vie meglio il validissimo patrocinio”. Il Card. Patriarca Jacopo Monico celebra la S. Messa: nell’omelia “fece riflettere l’importantissimo fine cui tende il pietoso Istituto, diede a conoscere il pieno disinteresse dei congregati e cooperatori che lietamente impegnano le sostanze e la vita per il bene della Religione e dello Stato”.

Al pranzo sono invitati e presenti due frati Minori osservanti, due Riformati, due Cappuccini, due Filippini, due Fatebenefratelli per significare unione e fraternità con le famiglie religiose già esistenti in città.

 

1839


Novembre
Si acquista la Chiesa di Sant’Agnese per riaprirla al pubblico. Difficoltà per averla libera e per i restauri. Il P. Antonio, quasi cieco, scrive raramente e solo poche righe. Si serve del P. Marco e dei confratelli più giovani per le letture e gli atti del suo ufficio.

 

1841


24 Gennaio
Con lettera al Card. Patriarca i Fondatori si lamentano che “i loro chierici non hanno potuto ottenere ancora quello che a tutte le Comunità religiose si concede, cioè lo studio privato della Filosofia e Teologia”. Eppure hanno già fatto pervenire l’elenco dei professori, tra cui il Preposito stesso, don Giovanni Battista Trevisanato, don Pietro Loria, don Federico Bonlini. La scuola di Teologia in casa è necessaria “per coltivare lo spirito dei giovani chierici e addestrarli ai laboriosi esercizi della loro particolare vocazione”.

Ottobre-Dicembre
3° viaggio di P. Marco a Vienna, con P. Giuseppe Marchiori. Lo scopo è quello già annunciato al Patriarca e già trattato a Milano nel 5° viaggio fatto nel 1840 e cioè: il riconoscimento degli studi già fatti dai chierici e il diritto della Congregazione di avere il proprio studio filosofico-teologico.
La vigilia dell’Immacolata P. Marco riceve la notizia che il problema è risolto favorevolmente e il giorno dopo 8.12.1841 scrive a tutta la Comunità esaltando la costanza di Maestri e discepoli e continua: “questa ferma costanza troppo ci farà bisogno anche in seguito…esorto tutti ad implorarla dalla divina bontà, ricordandosi che noi abbiamo un bisogno affatto particolare dello spirito di fortezza…”.

24 Dicembre
La Comunità accoglie con esultanza P. Marco di ritorno da Vienna. “Ogni cosa eravi disposta a gaudio e a festa”. Significative, per l’atmosfera e la spiritualità di autocomprensione, alcune frasi scritte nei festoni:
- La rediviva Congregazione delle Scuole di Carità al suo Fondatore.
- Siate costanti e vedrete l’aiuto di Dio su di voi (S. Giuseppe Calasanzio).
- Nel silenzio e nell’abbandono confidente sta la vostra forza. (Is. 30,15)
- La carità è paziente, la carità è benigna…tutto spera tutto sopporta. (1 Cor 13)
- Siamo stati amorevoli in mezzo a voi come una madre nutre e ha cura delle sue creature (1 Ts 2,7)
- Questi furono uomini virtuosi, i cui meriti non furono dimenticati: nella loro discendenza dimora una preziosa eredità (Sir 44,10-11).

 

1844


Maggio-Agosto
Viaggio di P. Marco a Torino, con P. Giuseppe Da Col, per far conoscere la Congregazione e suscitare vocazioni tra il clero e per ricercare aiuti. Incontra vescovi e rettori di seminari; a Milano il Fondatore delle Suore Marcelline Mons. Biraghi e di nuovo il Rosmini. A Novara Mons. Scavini che lo mette in contatto con P. Frigiolini. “La parte nostra è necessario di farla, poi, come nulla si avesse fatto, umiliarci, pregare e sperare il buon esito dalla divina bontà”.


 


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