Istituto Cavanis 



Anno Santo della Misericordia e rinascita della Vita Consacrata

Anno Santo della Misericordia e rinascita della Vita Consacrata

Anno Santo della Misericordia


23 Febbraio 2016 alle 07h00 | 0 Invia il tuo commento!
Di Fernando Riqueto


Formazione.

P. Antonio e P. Marco Cavanis hanno fondato la loro santità e la loro Opera sulla Misericordia del Padre che è vita per ogni essere umano e consolazione per ogni cristiano. Alla Misericordia di Dio ognuno è chiamato a rispondere con attenzione e comprensione, con tenerezza e amore umile e misericordioso verso il prossimo. 

P. Antonio e P. Marco Cavanis, con la medicina della misericordia, senza tanti proclami, senza atteggiamenti populisti o supponenti, senza protagonismi, ma con dedizione compassionevole verso bambini e giovani, con fiducia incondizionata nella Provvidenza, hanno “curato” la gioventù e la gente di Venezia del loro tempo. 

Oggi, fa comodo fare il contrario: lamentarsi, autogiustificarsi, accusare i “nemici esterni”, cioè le crisi economiche e politiche, i rapidi cambiamenti sociali, i media. I Cavanis e Papa Francesco, smascherano invece anche i “nemici interni”: le divisioni, le maldicenze, l’assenza di perdono, la mancanza di serietà nell’uso del denaro, l’incoerenza e la poca fiducia nella Provvidenza. Allertano gli Istituti di Vita Consacrata dicendo che essi si vanno disfacendo soprattutto a causa dei “nemici interni”. 

Lo dicono anche le statistiche e i numeri, specialmente quelli relativi alle congregazioni minori, formate, ormai, da “piccole isole alla deriva, perché è venuta meno la coesione spirituale, affettiva e l’unità operativa”. Non sempre i governi delle Congregazioni si rendono conto, in tempo, di questo fatto e, se lo capiscono, cosa fanno per frenare la deriva delle parti/isole territoriali che formano la congregazione? 

Più di qualche religioso, per auto assolversi e giustificare questa situazione ha equiparato“la libertà di pensiero con la libertà di espressione”, quindi, ogni piccola parte di congregazione deve esprimersi come vuole. Così continuano le divisioni interne e colpevoli sono i “nemici esterni” e non i “nemici interni”; quelli che provocano le divisioni, si servono delle loro famiglie religiose per far successo e le abbandonano rapidamente dopo averle ridotte a “piccole isole alla deriva”. Purtroppo, non sono molti religiosi che si accorgono di questo lento processo di deriva e, se si accorgono, non fanno niente contro il populismo dei “nemici interni”. 

Questi, astutamente, non parlano al cervello o al cuore ma alla pancia, si considerano più intelligenti degli altri, quando sarebbe molto più coerente che decidessero di cambiare se stessi e di non ricorrere, per paura, all’auto giustificazione infantile (cosa centro io, non sono stato mica io…): “Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra” (Mt 25,25). Passano il tempo a dimostrare di non essere colpevoli, finendo in una paralisi auto referenziale. Non così hanno agito Gesù e i nostri santi. Sono stati messi nel banco degli imputati per stare dalla parte degli ultimi; sono morti allertando i discepoli contro le divisioni interne e perché mettessero sempre al primo posto la carità e la misericordia.

“Un grande maestro domandò al discepolo di che cosa vivesse. Questo a più riprese e sempre più confuso rispondeva di essere un panettiere, ma il maestro: non mi interessa sapere come passi il tuo tempo, io ti ho chiesto di che cosa vivi. Appoggiando le mani sulle spalle del discepolo, gli sussurrò: Forse mi sono espresso male: io ti ho chiesto di che cosa vivi, ovvero quali sono i sogni che ti consentono di vivere”. In quest’Anno Santo della Misericordia la VC può coltivare il sogno che le consenta di rinascere. Se i religiosi pensano alla misericordia, non pensino a una parola. 

Pensino al loro carisma specifico, a comportamenti concreti, a persone che vive situazioni di sofferenza e disagio. Misericordia è avere un cuore aperto per i miseri, per la miseria umana. I muscoli, quelli veri, li fa più la misericordia che la mediocrità della vita. In tempi di grande insicurezza economica, se nelle “opere di misericordia” si punta troppo sul denaro, c’è il rischio di buttarsi a contrastare situazioni negative, non avendo più tempo per i rapporti umani più semplici, con conseguente stress e depressione. L’economia da sola non basta, è quasi sempre deludente e porta fuori strada le persone e le opere, la misericordia va diretta all’aiuto.

P. Diego Spadotto CSCh
Anno Santo della Misericordia




Copertina.






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