Roma, 25 - 27 Novembre 2009
LXXIV ASSEMBLEA SEMESTRALE - GENERALE USG

Si è svolta nei giorni 25 -26 novembre 2009, presso il Salesianum di Roma, la 74ma assemblea semestrale dell’Unione dei Superiori Generali (USG) sull’impegnativo tema: Giustizia e culture, percorsi di futuro per la vita consacrata. Se ne è parlato soprattutto in riferimento al continente africano, dove, come ha ricordato il presidente USG, don Pascual Chávez, nel suo breve saluto introduttivo, «appare prezioso il contributo della vita consacrata, quale fonte di “energia spirituale” che alimenta la Chiesa».

Assemblea USG

In questo continente, ha aggiunto, i consacrati operano per la diffusione del Regno di giustizia, di pace e di amore attraverso la semplicità «del loro stile di vita casto, segno visibile della loro donazione totale a Cristo e alla Chiesa, con lo spirito evangelico di distacco materiale e onestà nell’uso dei beni materiali e attraverso l’obbedienza nei confronti dei superiori».
Sulle possibili e concrete implicazioni nel rapporto giustizia e culture, ha preso la parola il primo relatore, l’arcivescovo di Johannesburg, Sud Africa, mons. Buti Thlagale, omi.

Avvalendosi della sua personale esperienza, ha aiutato i 120 superiori e consiglieri generali presenti, come sia possibile scoprire valori significativi, in campo sociale, anche in contesti diversi da quelli occidentali, ad esempio nell’islam, nell’induismo, nelle culture tradizionali, nella cultura africana e in quella coreana, nel ruolo delle donne all’interno di queste realtà. Imparando dai propri fondatori, i consacrati dovrebbero saper positivamente affrontare tutte le sfide di un mondo sempre più multiculturale, creando ponti tra le diverse culture e cercando l’unità nella diversità.

Il tema del rapporto vita religiosa-dialogo interreligioso è stato ripreso e approfondito dal domenicano Jean-Jacque Pérennés, membro del centro domenicano per il dialogo inter-religioso al Cairo. La prima condizione di questa “avventura”, ha detto, è quella di avere il coraggio di “uscire dall’accampamento”, uscire, cioè, dal proprio mondo, dalla propria cultura, dalle proprie certezze, dalle proprie abitudini. Una volta usciti, non solo materialmente ma anche spiritualmente dal proprio accampamento sarà possibile “andare a incontrare Dio”, a incontrare l’altro nella sua alterità, scoprire altri volti di Dio. L’esperienza dell’incontro delle culture e delle religioni «è insieme un’esperienza di spogliazione e di arricchimento», un’esperienza che oggi, o l’assumono in prima persona i consacrati, o nessun altro lo potrà e lo saprà fare al loro posto.

Fr. Anthony Roger
, dei Fratelli delle scuole cristiane, riferendosi in particolare al contesto asiatico, ha cercato di delineare alcuni tratti salienti del percorso della vita consacrata in un mondo complesso e anche drammatico come quello attuale. Rendere significativo e rilevante il vangelo per le due terzi dell’umanità, è la grande sfida che il “piccole gregge” dei credenti in Cristo e dei consacrati in particolare sono seriamente impegnati ad affrontare. Pur tra tante esperienze di dolore e di angoscia, è però possibile già fin d’ora «il fiorire della gioia e della speranza nel mondo dell’Asia».

L’assemblea ha proseguito i suoi lavori il 26 Novembre con il tentativo di individuare concretamente alcune “piste di cammino” per la vita consacrata dopo il recente Sinodo episcopale sulla missione della Chiesa in Africa.

Venerdi 27 ha avuto luogo invece l’Assemblea generale dell USG, nel corso della quale si é proceduto alla verifica delle attività svolte e al’ellezione del nuovo Presidente, come anche al rinnovo delle cariche.
Don Pascual Chávez Villanueva, Rettore maggiore dei salesiani, a stragrande maggioranza dei presenti, è stato riconfermato presidente USG anche per il prossimo triennio. L’assemblea ha inoltre votato come vice presidente, anche qui a stragrande maggioranza, il superiore generale dei Claretiani, p. Abella Batlle Josep Maria. La duplice elezione è stata salutata con un caloroso applauso da parte di tutti i presenti.

I lavori dell’ultima giornata si sono aperti con due brevi interventi, anzitutto del presidente don Pascual Chávez e quindi del segretario generale, p. David Glenday. Dopo aver ringraziato tutte le persone che hanno direttamente collaborato con lui in questo passato triennio, in particolare l’ex segretario generale, p. Piero Trabucco, don Chávez ha richiamato gli scopi fondamentali dell’USG: favorire la vita dei diversi istituti di vita consacrata, qualificare il loro servizio alla Chiesa, far crescere la loro collaborazione e promuovere fruttuosi contatti con la Santa Sede e con i Vescovi.

Ha poi ricordato alcuni significativi eventi del passato triennio, come il rapporto con l’UISG, un rapporto che si è intensificato soprattutto con la celebrazione del Congresso internazionale sulla vita consacrata del 2004. Ha inoltre ricordato il rapporto con il dicastero vaticano della vita consacrata, augurandosi in tal senso una sempre più fruttuosa collaborazione per la soluzione di vari problemi ancora in buona parte aperti, come quello dell’inculturazione della vita consacrata, dei processi canonici, della fondazione di nuove associazioni di vita consacrata e secolare, della diversa età dei religiosi negli emisferi Nord e Sud con tutte le conseguenze anche sul piano giuridico, dei rapporti a volte problematici con alcuni vescovi, della posizione e del ruolo dei fratelli negli istituti clericali. Per quanto concerne il rapporto con le conferenze continentali dei religiosi, è stato fatto tutto il possibile. Un’attenzione sempre presente e da sviluppare ulteriormente è poi quella di saper cogliere e valutare le tendenze emergenti nel campo della vita consacrata a tutti i livelli. L’evento più significativo di questo triennio è stata sicuramente l’udienza accordata dal Santo Padre ai consigli esecutivi dell’USG e dell’UISG. Anche in questa occasione non è mancata una presentazione realistica, sia nei suoi aspetti positivi che problematici della vita consacrata di oggi. Don Chavez ha concluso auspicando per la prossima 75ma assemblea semestrale un incontro del Papa con tutti i superiori generali.

Ha preso quindi la parola il segretario generale. Il suo ruolo, assunto da poco tempo, è quello di “mettersi al servizio di quelli che servono”. In che modo? Favorendo la riflessione, rinforzando una sempre più approfondita presa di coscienza dei problemi della vita consacrata di oggi, incoraggiando la comunione nella missione con tutti gli altri organismi internazionali impegnati nel campo dell’animazione della vita consacrata. Ha concluso il suo breve intervento augurandosi che il 75° anniversario dell’assemblea semestrale dell’USG possa essere celebrato in uno spirito di speranza, di fede e di rinnovato impegno apostolico. Subito dopo si sono aperti i seggi per il rinnovo del presidente e di tutti gli altri organismi dell’USG. Tra una votazione e l’altra è stato possibile ascoltare le relazioni delle diverse commissioni USG. L’assemblea si è conclusa con un caloroso “arrivederci” nel maggio 2010 per celebrare il suo 75° anniversario. Nel corso della prossima assemblea, i superiori generali si interrogheranno a fondo sulla realtà della vita consacrata in Europa.




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