Italia, 18 Maggio 2010
RITA CORUZZI E PIF AL CAVANIS DI POSSAGNO (27 Aprile)

Giornata da grande evento quello del 27 Aprile scorso al Cavanis di Possagno: don Marco Pozza, nell’ambito del Corso di Religione per il Triennio delle Superiori, ha portato in Istituto due testimoni d’eccezione del mondo giovanile italiano.



Pif, regista MTV e de Le Iene,  e Rita Coruzzi, scrittrice. Quasi trecento studenti, stipati nel grande teatro della scuola, hanno seguito con curiosità e silenzio gli interventi dei tre ospiti.  Sono state soprattutto le loro testimonianze di vita concreta, le loro giovinezze assolutamente inedite ed eccezionali ad attrarre gli studenti. L’incontro si intitolava “La giostra della giovinezza” e si è svolto sotto forma di  colloquio-intervista, animato da don Marco.



Pif (il suo vero nome è Pierfrancesco Diliberto) è nato a Palermo nel 1972. Nel 1998 ha lavorato come assistente alla regia di Franco Zeffirelli nel film Un tè con Mussolini e l'anno dopo ne I cento passi di Marco Tullio Giordana. Nel 2000 partecipò al corso per diventare autore televisivo, organizzato da Mediaset. Una volta terminato, lo scelsero per il programma Le Iene, prima come autore e poi come iena. Fu anche grazie all'esperienza maturata a Le Iene che propose a Mtv il programma Il testimone.



Rita Coruzzi (nata a Reggio Emilia nel 1986) è l’autrice di  alcune pubblicazioni di larga divulgazione tra i giovani; ha fatto notizia  tra gli altri il volume “Il miracolo quotidiano”, un racconto dei miracoli che avvengono a Lourdes (il santuario mariano in Francia), attraverso le testimonianze dei malati e dei pellegrini. A gennaio 2010, Coruzzi ha editato il libro  “Un volo di farfalla”, come la fede mi ha ridato il sorriso” (invito alla lettura di Magdi Allam e prefazione di Camillo Ruini, entrambi ospiti mesi fa del Cavanis di Possagno).



La scrittrice dagli occhi riflessivi che traspaiono dietro occhiali rettangolari e labbra dischiuse, ha commosso l’uditorio quando ha voluto abbozzare un sorriso prima di dire: «Se il Signore bussasse alla mia porta e mi offrisse di camminare, ma dovessi in cambio rinunciare a quanto ho imparato stando in carrozzina, allora rifiuterei lo scambio, sentendomi grata che Lui abbia scelto me». E’ proprio questo lo spirito che anima le 193 pagine scritte da Rita, affetta da tetraparesi dall’età di dieci anni in seguito a un intervento chirurgico andato peggio del previsto. L’insegnamento che la giovane grida dalle sue pagine è un pugno allo stomaco, è la forza di chi ha ritrovato la fede durante un viaggio a Lourdes e di chi ha fatto della sua esistenza una battaglia quotidiana per dimostrare che non ci si deve mai arrendere, che è possibile trovare in sè la forza interiore per affrontare qualsiasi prova. Edito dalla Piemme, «Un volo di farfalla» racconta proprio una storia di sofferenza, coraggio e sorrisi, vissuta giorno dopo giorno insieme alla madre, Marta, che non a caso è la prima citata nei Ringraziamenti finali.


 

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