Come Timor Est affronta la pandemia che sta affliggendo il mondo?

Per rispondere vi presento quello che ho visto e quello che ho vissuto come missionario...

Comunità Cavanis di Timor Est. DICEMBRE 2020
Comunità Cavanis di Timor Est. DICEMBRE 2020

Da quello che seguo nel mondo, credo che Timor Est stia vivendo meno crisi e sofferenze a rispetto della maggior parte degli altri paesi, ma le autorità restano caute e cercano di fare del loro meglio in base alla realtà esistente.

L’allontanamento sociale, una delle principali linee guida preventive, qui è quasi “impossibile”. Per avere un’idea alla Messa del “Mercoledì delle Ceneri” celebrata alle 7:00 e alle 17:00, nella nostra Comunità Estesaun Lessibutak (Nostra Signora delle Grazie), sono intervenute circa 4.500 persone, rendendo praticamente impossibile mantenere un adeguato controllo.

Altre linee guida preventive come l’igiene delle mani e l’uso di maschere, in pratica, quello che vedo è che non vengono rispettate.

Uno dei motivi di questa indifferenza e mancanza di preoccupazione da parte delle persone è che non abbiamo ancora – almeno ufficialmente informato – casi di persone infette. 

I pochi casi segnalati riguardavano persone provenienti dall’Indonesia che venivano a visitare i loro parenti e che erano state infettate. Il governo è riuscito a identificarli e isolarli con successo.

Per prudenza, il governo ha adottato “Stato di emergenza”, per cercare di individuare rapidamente possibili nuovi casi e anche, se necessario, per chiudere rapidamente le frontiere. I voli internazionali sono stati cancellati.

Timor Est ha una popolazione di circa 1 milione e duecentomila abitanti, e la preoccupazione maggiore è che si verifichi un aumento dei casi di contagio che può avvenire in modo rapido e disastroso a causa delle difficoltà già affrontate nel rispettare semplici raccomandazioni come uso della maschera e l’allontanamento sociale.

Come missionari Cavanis, qui a Timor Est, continuiamo ad aiutare le persone a prendere coscienza. In mezzo alle difficoltà locali, usiamo la creatività per fare del nostro meglio agendo in comunione con la Chiesa e gli operatori sanitari.

In questo tempo di prova, ispirati dalle parole di Papa Francesco, approfittiamo del tempo di Quaresima per rinnovare la nostra fede, speranza e carità.

P. José Valdir Siqueira, CSCh

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