Come è facile essere “difficili”

Davide, i giganti di oggi e la scelta dell’essenziale.

Un racconto che parla al presente

La vita di Davide, narrata nel primo e secondo libro di Samuele, è un racconto ricchissimo di significati e interpretazioni. Può essere oggetto di molte riflessioni e da diverse angolature. Oggi, i “giganti Golia” del potere economico, della politica e del web si presentano con atteggiamenti e armi di difesa e offesa, pesanti e pericolose, che aumentano la loro superiorità arrogante e rendono le persone incapaci di leggere la realtà.
I “piccoli Davide” invece, qualche volta sono un po’ sbruffoni, però affrontano le battaglie quotidiane della vita senza armi pesanti; cercano di fare scelte intelligenti di “cinque ciottoli lisci”, anche se ne servirà uno solo per uccidere il gigante, con la fionda dell’astuzia e del coraggio. Agiscono con il cuore, interpretando la vita con libertà creativa, sono protagonisti responsabili delle proprie scelte.
Atteggiamenti che sono propri della gioventù spesso infastidiscono, perché custodiscono e segnalano comportamenti che i grandi, per disillusione o abitudine, non sono più capaci di vivere. Insegnano che non sono gli occhi degli altri che devono preoccuparci. Gli occhi più severi devono essere i nostri.

Nella bisaccia: solo ciò che serve davvero

Come il giovane Davide, nella bisaccia della vita è meglio mettere solo l’essenziale, solo quello che serve. L’essenziale, proprio perché è essenziale, non stanca ed è sempre utile, come l’acqua, l’aria, la luce. L’essenziale rende più vere le relazioni con se stessi e con gli altri.
Le troppe armi spengono o uccidono le relazioni, le rendono pericolose e minacciose e le fanno diventare delle vuote e fragili connessioni che provocano una sclerocardia collettiva e ritardi nella maturazione affettiva umana.

Web, disinformazione e indifferenza alla verità

Si pensava che il web avrebbe facilitato il contrasto alla disinformazione; invece, il falso domina non perché intrinsecamente più forte, ma perché il vero non gode più di un’autorità condivisa. In un mondo iperconnesso, la rete globale si è risolta in una frantumazione interpretativa altrettanto globale, in una condizione in cui la verità non solo viene negata, ma è indifferente; la realtà perde il proprio valore cognitivo attraverso manipolazioni mediali e tecnologiche.

Quanto è facile complicare la vita agli altri

Come è facile essere difficili e complicare la vita altrui nella politica. Basta assumere atteggiamenti di superiorità con i più poveri e usare buonismo con i potenti. Basta ignorare la presenza di chi non concorda con le proprie opinioni e non assumere mai un atteggiamento chiaro e definito.

Le “durezze” di ogni giorno

Come è facile essere difficili nella quotidianità: basta essere sottilmente invidiosi, non coinvolgersi per paura di perdere, non manifestare sogni e desideri per paura di deludere.
Come è facile essere difficili: basta vivere di illusioni, parlare continuamente di pace e prosperità, senza percepire che quanto più si parla di queste cose tanto meno si realizzano; si rappresenta solo quello che non si è e non si è mai stati.
Come è facile essere difficili e complicati: basta fingere di essere super occupati, importanti, capaci di risolvere ogni problema, grandi giganti Golia di prepotenza. Basta far funzionare lo scaricabarile, ignorando i valori di base vitali e necessari nel comportamento umano: la lealtà, la verità e la sincerità.
Come è facile essere difficili, assolutizzando e generalizzando ogni propria idea o convinzione, senza accorgersi quanto si diventa banali e indisponenti.
Come è facile per quelli che sono in autorità lasciarsi prendere da gelosia e invidia: non accettano di essere invecchiati male e di essere sorpassati dalla fantasia e dal coraggio dei più giovani; non si accorgono che la loro lunga esperienza, spesso fossilizzata, non basta più per affrontare le sfide della realtà odierna.

Davide, Gionata e il coraggio della verità

Davide, dopo aver rifiutato le armi di Saul per vincere Golia, deve fuggire dall’invidia infantile di Saul per salvarsi la vita. Ci riesce grazie all’amico Gionata, figlio di Saul, che ha il coraggio della verità. Nessuno basta a se stesso: si può essere soli, ma non si deve fare da soli.
Ora la sua vita sarà un insieme di vittorie, sconfitte e tanto dolore, come nella nostra vita.

Campanelli d’allarme e dolore che salva

Però, ci sono per Davide e per noi vari campanelli di allarme che avvisano in antecedenza; spesso non si ascoltano più perché abbiamo la pancia piena e la testa vuota, siamo tristi, arrabbiati e illusi da fatue allegrie. Siamo falliti o abbiamo fallito?
Ci sono due tipi di dolore: quello che ti uccide e quello che ti salva, a partire dal riconoscimento e accettazione che “Tu sei quell’uomo”. Nessuna sofferenza è fine a se stessa.
Si dice, in tono scherzoso, che i gesuiti nei dibattiti e questioni teologiche e morali “non negano mai, affermano raramente, distinguono frequentemente”.

Dire le cose con libertà: “pane al pane”

Come è facile essere difficili e non dire apertamente “pane al pane”, in maniera libera, in autonomia di giudizio. Tutte le vittorie prima o poi finiscono, soprattutto quelle che umiliano i più deboli e gli indifesi. A quel punto, diventano seri esami di coscienza e subcoscienza. È facile essere difficili ma non conviene!

P. Diego Spadotto, CSCh

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