La gioia, la gratitudine e la responsabilità di celebrare 224 anni di paternità educativa Cavanis

224 anni dopo l’inizio dell’opera Cavanis, la missione educativa continua a parlare al cuore dei giovani e di chi li accompagna con amore paterno.

Il 2 Gennaio 1804, con la protezione della Madonna e affidandosi alla Provvidenza, daranno inizio alla prima Scuola di Carità.
Il 2 Gennaio 1804, con la protezione della Madonna e affidandosi alla Provvidenza, daranno inizio alla prima Scuola di Carità.

Un’opera nata per educare e amare

Oggi, 2 maggio, religiosi, laici, collaboratori, amici e benefattori della Congregazione delle Scuole di Carità – Istituto Cavanis celebrano, con profonda gratitudine, l’inizio di un’opera che ha attraversato i secoli senza perdere il suo cuore: la missione educativa e formativa nata a Venezia il 2 maggio 1802.

Sono 224 anni di dedizione, di ricerca fedele di un unico ideale: accogliere, educare e formare il cuore e la mente di bambini, adolescenti e giovani con amore paterno, essendo per loro più padri che maestri.

Giovani che attendono una presenza

La gioventù dispersa, che tanto muoveva il cuore dei fratelli Antonio e Marco Cavanis, è presente anche oggi. Giovani che hanno bisogno di riferimenti, di presenza, di qualcuno che creda in loro ancor prima che essi stessi ci riescano.

Ed è qui che entrano in scena i nostri educatori — religiosi e laici — veri artisti dell’arte di amare, capaci di trasformare fragilità in possibilità, sogni impossibili in percorsi concreti, vite ferite in futuri riaperti.

Una missione che fiorisce insieme

La missione Cavanis non è mai stata un’opera da solisti. Fiorisce perché esiste una rete di persone buone, generose, senza frontiere mentali o geografiche, che credono che l’educazione sia sempre un atto di speranza.

La Provvidenza continua ad agire attraverso mani semplici e cuori disponibili, sostenendo opere educative in diverse parti del mondo.

L’Anno Vocazionale Cavanis 2026/27

Oggi, mentre celebriamo questo anniversario, iniziamo anche l’Anno Vocazionale Cavanis 2026/27. Un tempo per ringraziare il dono della chiamata, ma anche per rinnovarla.

Perché chiedere nuove vocazioni senza curare e rafforzare quelle già esistenti è sempre un rischio. L’Anno Vocazionale non è solo per chi “arriverà”, ma soprattutto per chi è già in cammino: religiosi, laici, educatori, collaboratori che ogni giorno portano il peso e la bellezza di questa missione.

Testimoniare la paternità di Dio

Essere Cavanis oggi significa testimoniare la paternità di Dio in mezzo a tanti “orfani di affetto e amore”, anche quando sono troppo piccoli per comprendere ciò che manca loro.

Significa credere che ogni ragazzo o giovane è un inizio, mai un problema. Significa costruire ponti dove altri vedono muri. Significa restare, anche quando tutto invita ad andarsene.

Una storia che continua

Che questo anno vocazionale ci trovi fedeli, gioiosi, riconoscenti. Che riaccenda in noi l’incanto del Carisma Cavanis. Che ci aiuti a vivere con autenticità ciò che annunciamo.

E che, attraverso la forza della testimonianza, altri giovani sentano il desiderio di abbracciare lo stesso dono.

Perché la storia iniziata nel 1802 non è finita. Continua oggi — in noi, attraverso di noi e nonostante noi. E continuerà finché ci sarà un giovane che ha bisogno di qualcuno che gli dica: “Io credo in te.”

P. Edmilson Mendes, CSCh – Postulatore generale

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