Alla scuola di P. Marco Cavanis per imparare che “Tutto per i giovani” è possibile

P. Marco, uomo molto pratico, ricorda agli ”ecclesiastici” e ai ragazzi che Cristo si è fatto povero per arricchirci ma è rimasto povero, la sua realizzazione era il Padre.

Antonio e Marco Cavanis lasciano la loro vita serena e sicura, in famiglia e nel lavoro, si fanno poveri e mendicanti e vanno a vivere in un’umida e malsana “casetta”. La loro scelta si ispira al mistero dell’Incarnazione, Dio che si fa uomo, Dio che scende, e da ricco si fa povero e servo di tutti.

Riconoscono che “Il tempo è più importante dello spazio, la realtà è più importante delle idee”. Nel tempo reale sempre c’è da fare i conti con guerre, incertezze sociali, esplosioni di “miseria”.  Nel tempo reale non ci si salva da soli, siamo tutti sulla stessa barca, e dobbiamo metterci ai remi.

Spesso, quando le idee sulle difficoltà della vita prevalgono, sembra che l’unica forma di innocenza sia l’ignoranza, l’inerzia di millenni e la potenza delle abitudini, invece, nel tempo reale puoi cambiare la tua vita, puoi essere creativo, coraggioso. Puoi fondere forza e dolcezza come hanno fatto i Cavanis, non aspettando di fare domani quello che senti di dover affrontare oggi: “ben attenti che i cuori non si appesantiscono in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita…” (Lc 21, 34) e si conformino alla mentalità del mondo. Se prevalgono le idee sul tempo e la realtà, si entra nella religiosa facendo il cammino inverso, da “poveri” e senza opportunità economiche, si diventa “ricchi”, le idee si fissano in un tempo immobile, si ha paura di essere inviati nelle “periferie” della società e della storia reale. E la mentalità da “ricchi” non cambia più. 

P. Marco, uomo molto pratico, ricorda agli ”ecclesiastici” e ai ragazzi che Cristo si è fatto povero per arricchirci ma è rimasto povero, la sua realizzazione era il Padre. L’esodo verso il Padre, vera terra promessa, è il senso escatologico della vita di P Marco Cavanis “tutto per i giovani”, dalla schiavitù delle cose alla libertà dei figli di Dio. La scelta va fatta con determinazione forte, una vera“trasformazione eucaristica”: “offrite i vostri corpi mortali come sacrificio santo e gradito a Dio”.

“Tutto per i giovani”, senza limitazione di tempo, energie e speranze di frutto nel tempo di Dio, anche quando le emergenze si sommano e si stratificano. Come fare? P. Marco lo insegna, anche se ha condotto una vita “di corsa”, in cammino.

“Tutto per i giovani” e quando vuole prendersi il tempo per fermarsi per un momento di riposo, si rende conto che era come assediato da mille opportunità da cogliere, da mille voci che chiedevano di essere ascoltate, da mille situazioni che chiedono la sua presenza. Per ascoltare bisogna fermarsi, per vedere meglio bisogna mettere a fuoco l’interesse per una cosa specifica, per scegliere in libertà, avere mete consapevoli al di là delle apparenze, dell’ansia di prestazioni, della voglia di avere tutto e subito. Pazienza, virtù dei forti, di P.Marco, nella fede e nella speranza che non delude. 

Senza una meta reale la partenza non avrà mai un esito, se non si semina nel tempo giusto, si raccoglie solo vento. P. Marco, ripete spesso: qualunque sia la ragione per cui le cose non funzionano, non è mai una ragione sufficiente per perdere la serenità e la pace necessarie a provare di nuovo e sempre a farle funzionare.

Poi ricorda con la sua solita, sottile e bonaria ironia, che avere una mente aperta è una virtù, ma essa non deve essere così tanto aperta da lasciar uscire il cervello, che fede, scienza e religione rispondono a bisogni diversi e complementari dell’essere umano, sono espressioni diverse e strumenti diversi dell’umano che siamo.

Sono manifestazioni diverse dell’esistenza umana, di quello che desideriamo, di quello che cerchiamo, espressioni del nostro desiderio di scoprire orizzonti e mondi nuovi, esteriori o interiori che siano. Allerta con buon umore i giovani che lo ascoltano volentieri, proprio per questo: molte volte la vita stanca, mediocre, è un segnale di una sete profonda, quella di Dio.

I nostri fallimenti, sono solitamente tentativi sbagliati di trovare ciò che desideriamo di più. P. Marco, spende con entusiasmo tutto il suo tempo per la Congregazione e per insegnare ai giovani ad avere fame e sete di futuro, di dignità, di solidarietà e giustizia, e a non restare intrappolati nei piccoli desideri, nelle piccole soddisfazioni, nelle illusioni di amore, perché “il Signore vuole donarci la pienezza dell’amore”. 

P. Diego Spadotto, CSCh