Una sfida per il futuro del mondo
La Lettera apostolica “Disegnare nuove mappe di speranza nell’educazione della gioventù” presenta un tema di grande importanza per il futuro del mondo, segnala la crescente ostilità verso le istituzioni che promuovono la formazione dei giovani alla solidarietà.
È un’ingenuità responsabilizzare Dio per le guerre, le ingiustizie e le calamità che affliggono il mondo. Dio è potente non perché elimina tutto questo, ma perché rispetta sempre la libertà data all’uomo e la sua responsabilità nei confronti degli altri esseri umani e del Creato.
La responsabilità dell’uomo
Il potere di Dio è questo, non impone, propone. Tocca agli uomini affrontare i disastri provocati direttamente o indirettamente da loro stessi attraverso un percorso di responsabilità e solidarietà, accettando la bellezza e precarietà del creato, custodendolo e prendendosene cura.
Il circolo iniquo di guerre, rivalità razziali e fame insaziabile di ricchezza che produce “poveri sempre più poveri e ricchi sempre più ricchi e prepotenti”, provoca l’attuale crisi migratoria mondiale.
Migrare per sopravvivere
I popoli migrano non lo fanno perché lo desiderano, ma perché devono farlo per sopravvivere. La capacità di produrre cibo per tutti esiste, ma le risorse vengono impiegate per alimentare guerre, conflitti e altri obiettivi ignobili.
Per affrontare questa situazione globale è necessario riscoprire il valore dell’“Insieme”, della “Comunità”.
Riscoprire la forza della solidarietà
In un mondo “polarizzato” e “diviso”, dove le relazioni umane continuano a essere “distrutte” e la tecnologia, invece di contribuire a “creare un mondo migliore”, è “spesso utilizzata come strumento di guerra, distruzione e morte”, è necessario riscoprire la “Speranza” e la forza della solidarietà.
La solidarietà non riguarda soltanto il modo di intervenire, ma si estende a comprendere perché il sistema produca costantemente proprio quei problemi che poi è costretto a correggere e le crisi non come incidente, ma come esiti strutturali.
La persona umana al centro
Papa Leone denuncia la “burocratizzazione della solidarietà”, la “silenziosa mercificazione della vita umana”, i conflitti “alimentati” più facilmente di quanto lo siano le persone che soffrono la fame, alimentano guerre, tensioni, disuguaglianze e instabilità.
L’accesso ai beni essenziali è troppo spesso influenzato da considerazioni economiche o strategiche, “coloro che non generano valore quantificabile, rischiano di diventare invisibili”.
È una grave sfida etica: la persona umana non è più realmente al centro. La prospettiva di un mondo solidale richiede uno sforzo condiviso da tutta la comunità internazionale, senza mercificazione dei bisogni umani fondamentali.
Una capacità produttiva al servizio di tutti
Esiste una capacità produttiva globale senza precedenti. Le stesse dinamiche economiche che generano crescita, spesso aggravano esclusione ed emarginazione.
La nostra Magnifica Humanitas si misura nella fedeltà alla condivisione solidale.
I giovani e il cammino della solidarietà
I giovani si chiedono se “vale la pena unirsi ad altri e cercare insieme una strada di solidarietà e di dignità”. “Andiamo, Let’s Go!”.
Papa Leone, come papa Francesco, ha scelto i giovani, ha deciso di muoversi lui per andare al loro incontro con responsabilità paterna educativa.
È un metodo che la Chiesa e tutti gli educatori dovrebbero sviluppare, non aspettare che i giovani vengano a noi, ma andare ad incontrarli, là dove si trovano.
Andare verso le periferie
Leone esorta i giovani a camminare con lui, a muoversi verso “i margini, dove l’ingiustizia e la prepotenza di pochi negano la dignità e i sogni di molti, di troppi figli e figlie di Dio”.
Li invita “a sottrarsi alla cultura della potenza e ad abbattere i muri che separano fra loro gli esseri umani”, per liberare la gente, i poveri in particolare, “dai loro fantasmi, da nemici inventati per paura e ignoranza, dalla violenza con cui si vorrebbe imporre il proprio piccolo ordine su una realtà che da ogni parte ci supera”.
Unire le migliori energie
Li incoraggia a “unire le migliori energie della loro magnifica umanità, gli studi, le competenze, il lavoro, le amicizie, l’amore, la preghiera” e a collaborare per:
- Svuotare gli arsenali di guerra e riempire i granai, investendo nella non violenza e nella partecipazione ai corpi civili di pace, potenziando la cooperazione internazionale;
- Soccorrere la Sanità pubblica per migliorare lo stato sociale dei bambini e degli anziani;
- Organizzare una buona scuola per tutti e favorire l’aumento demografico. Accogliere i migranti valorizzando la loro dignità umana;
- Mettere in sicurezza il territorio, custodire e prendersi cura del Creato. Favorire e accelerare la transizione energetica.
P. Diego Spadotto, CSCh