P. Giovanni De Biasio ci ha lasciato da molti anni ma il suo legato di amore, fedeltà e senso di appartenenza alla Congregazione sono parte della sua stupenda eredità alle nuove generazioni dei religiosi e laici Cavanis.
Oggi rivisitiamo un suo scritto sul Carisma e Missione dell’Istituto Cavanis.
Carisma e Missione: un cammino di fede, carità e servizio
Carisma e missione si comprendono davvero nella misura in cui sappiamo condividere e mettere in comunione la vita, come famiglia Cavanis. Ogni carisma è insieme spiritualità e missione: non è un’idea astratta, ma una manifestazione dello Spirito che diventa vita e servizio per il bene comune (cfr. 1Cor 12,7). In questo senso, ESSERE e AGIRE restano inseparabili: si richiamano e si completano.
L’autenticità di un carisma si verifica nella sua capacità di edificare la Chiesa e rendere presente il Regno di Dio “già in mezzo a noi”. Il carisma non è un “tesoro chiuso” nei testi dei Fondatori, né un’eredità trasmessa automaticamente: vive nei discepoli che scelgono di essere dono per i fratelli. Per questo non basta custodire la memoria; occorre incarnare oggi lo stesso slancio, senza restare “fermi” davanti a un sepolcro vuoto.
Questa incarnazione non avviene senza ascesi e conversione e senza una vera dimensione missionaria. Tutti i carismi, come i fiumi verso il mare, tendono alla pienezza che è la CARITÀ: è lì che la Congregazione ritrova la sua giovinezza e la sua forza. La fedeltà più profonda al carisma passa anche attraverso l’inculturazione: distinguere l’essenziale dalle forme culturali, restare liberi interiormente per aprire cammini nuovi senza imporre pesi inutili.
Una Congregazione non “muore” quando diminuiscono i membri, ma quando si spegne il carisma. Essa rimane viva quando i suoi membri, personalmente e comunitariamente, accettano di farsi da parte, riconoscendo che chi salva è il Signore: noi siamo collaboratori, ministri e amministratori dei beni di Dio. In questa prospettiva, la presenza dei Fondatori e della Congregazione è profezia: annuncio e denuncia, memoria viva che chiede coerenza nel presente.
La missione educativa Cavanis mette al centro bambini, adolescenti, giovani e famiglie come soggetti attivi della propria crescita. Educare non significa “moltiplicare cose”, ma aiutare a vivere il Vangelo come condivisione, corresponsabilità e servizio, secondo la Paternità di Dio che genera figli liberi e maturi. Sant’Agostino (Sermone 256) sintetizza questa spiritualità come un “essere in viaggio”: usare il mondo senza attaccarvisi, cantare e camminare, senza perdere la direzione.
In questo cammino, lo Spirito conduce anche nel “deserto”: tempo di purificazione per svestire l’uomo vecchio e non mettere vino nuovo in otri vecchi. La missione non è fuga né pretesto: è servizio per la vita piena, soprattutto là dove il volto dei piccoli e dei poveri diventa giudizio e grazia. E la misura decisiva resta la carità: “Tutto quello che avete fatto a uno di questi piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40).
Punti chiave
- Il carisma è dono dello Spirito per il bene comune (1Cor 12,7).
- Essere e agire: spiritualità e missione sono inseparabili.
- La pienezza del cammino è la CARITÀ.
- La fedeltà vera è creativa e inculturata, non copia del passato.
- Educazione e pastorale: giovani e famiglie al centro, come protagonisti.
- Missione come servizio umile, con preferenza per i piccoli e i poveri.
La versione completa del testo è disponibile per il download qui.
CHI ERA PADRE GIOVANNI DE BIASIO
Dati anagrafici
Giovanni De Biasio, figlio di Giuseppe e di Freschi Dosolina, nacque a S. Quirino (nell’attuale provincia di Pordenone) il 28 settembre 1925. Nel 1936 entrò nel seminario minore (probandato) dei Padri Cavanis a Possagno (Treviso).
Formazione religiosa e professione dei voti
Visse l’esperienza del Noviziato a Venezia dall’ottobre 1941 all’ottobre 1942. Emise la professione temporanea dei voti religiosi il 16 ottobre 1942 e quella perpetua il 1° novembre 1946.
Ordini sacri e ordinazione presbiterale
Ricevette i primi due ordini minori, dell’ostiariato e del lettorato, il 21 febbraio 1948; quindi quelli dell’esorcistato e dell’accolitato il 13 marzo 1948.
Gli fu conferito il suddiaconato nella basilica della Salute a Venezia il 27 giugno 1948 e il diaconato nella basilica patriarcale di S. Marco il 19 dicembre 1948.
Ricevette l’ordinazione presbiterale il 26 giugno 1949 a Venezia dal patriarca mons. Carlo Agostini, assieme a P. Narciso Bastianon.
Studi accademici e qualifiche
Frequentò i Corsi Accademici presso l’Università degli Studi di Pisa dal 1950 al 1956, conseguendo la Laurea (Dottorato) in Lingue e Letterature Straniere il 14 novembre 1956, con corso quadriennale per la lingua inglese.
Conseguì il Diploma di Abilitazione per l’insegnamento della lingua inglese nelle scuole di ogni ordine e grado della Repubblica Italiana, superando l’esame indetto con D. M. 15/12/1961, a Firenze nel mese di ottobre 1962.
Competenze linguistiche
Legge, scrive e parla: italiano, inglese, francese, portoghese e spagnolo.
Attività svolte e ministero sacerdotale
In Italia
1956–1959: insegnamento delle lingue presso la Scuola Media del “Collegio Cavanis” di Porcari.
1959–1961: insegnamento di inglese presso il Liceo Scientifico Cavanis di Capezzano Pianore (LU).
1961–1967: preside della Scuola e insegnante di lingue della Scuola Media del “Collegio Cavanis” di Porcari.
1967–1979: insegnante di lingue presso il Collegio Cavanis di Possagno (TV) e, dal 1967 al 1970, preside della scuola media.
1961–1979: consigliere e vicario generale della Congregazione.
In Brasile
Nel novembre 1979 partì per il Brasile.
1979–1985: vicario provinciale della Provincia del Brasile, economo provinciale e insegnante di Storia della Chiesa nell’Istituto Mater Ecclesiae della Diocesi di Ponta Grossa (PR) e allo Studium Theologicum dei Claretiani a Curitiba (PR).
1985–1995: economo provinciale e formatore nel Seminario Cavanis di Teologia a Belo Horizonte (MG).
A Roma e servizio alla Congregazione
1995–2001: vicario generale della Congregazione (risiede a Roma).
1995–1997: maestro degli studenti a Roma.
1997–1999: rettore dell’Istituto Cavanis di Roma.
2001–2007: segretario generale.
2003–2011: postulatore generale.
Morte
Morì piamente il 27 aprile 2012 all’ospedale delle Figlie di San Camillo a Roma. Il funerale si celebrò il 30 aprile nella chiesa parrocchiale di S. Quirino (Pordenone), paese natale di P. Giovanni, e fu concelebrato da mons. Ovidio Poletto, vescovo emerito di Pordenone, e dal P. preposito generale Alvise Bellinato.
Memoria e testimonianza
Nel quarto anniversario della morte, P. Pietro Fietta, preposito generale, scriveva:
“Il suo ricordo è scritto nella nostra mente e nel nostro cuore e non si cancellerà perché la memoria dei giusti dura in eterno. Il suo esempio di vita, la sua laboriosità, il suo amore ai Fondatori, a P. Basilio, al carisma Cavanis, alla scuola, all’educazione dei giovani, alle missioni, alla formazione dei nuovi religiosi ci sprona ad impegnarci sempre più nella missione che il Signore ci ha affidato. P. Giovanni continui a benedirci e a ottenerci dal Buon Dio grazie e benedizioni”.
Fonte: “Storia della Congregazione delle Scuole di Carità – Istituto Cavanis”, di Padre Giuseppe Leonardi, CSCh