Educazione e futuro dell’umanità

E necessario stimolare un incremento di saggezza a tutti i livelli, allora non avremmo vissuto invano la nostra pagina di storia.

Formazione.
Formazione.

La crisi che la Congregazione sta vivendo, non è solo perdita di posizioni acquisite, a cui reagiamo con l’ansia di arginare la frana, ma è anche uno stimolo a reagire con creatività. I passaggi più significati della Chiesa sono avvenuti quando la Chiesa è diventata minoranza a causa di un susseguirsi di crisi, quando si impara “l’antropologia della fragilità e la consistenza di ciò che ha valore e radici profonde non solo apparenza”. E necessario stimolare un incremento di saggezza a tutti i livelli, allora non avremmo vissuto invano la nostra pagina di storia. Alcune delle cose che più stupiscono in Papa Francesco sono: il suo essere e sentirsi educatore e formatore, la passione per l’educazione e i giovani e la sua straordinaria e discreta capacità  di vivere la sua identità religiosa di gesuita educatore, di insegnante. Per noi Cavanis, l’esempio di Francesco è stimolo a non interrompere la conoscenza e l’amore per la passione educativa dei nostri Fondatori. Della sua “scuoletta” di Barbiana don Milani diceva: “Mi è sacra come un ottavo sacramento. Da lei mi aspetto la chiave non della conversione, perché questa è segreto di Dio, ma certo della evangelizzazione della gioventù”. Problematiche globali dell’educazione:

  1. Patto educativo:tra la società, la famiglia e le istituzioni che sono chiamate ad educare; l’accesso della popolazione mondiale all’educazione, segnato da forti disuguaglianze; “la povertà, la discriminazione, i cambiamenti climatici, la globalizzazione dell’indifferenza, la dispersione e la mercificazione dell’essere umano”.  
  2. Formazione degli educatori. Educare non è solo trasmettere concetti, ma è un compito che esige che tutti coloro che ne sono responsabili, vi partecipino in modo solidale. Per educare bisogna cercare d’integrare i tre linguaggi: della testa, del cuore e delle mani come bravi “artigiani”
  3. Lo sviluppo integrale. Nei giovani è forte la domanda di senso. Bisogna saperla identificare e connettersi, camminare con loro, interrogarli e ascoltarli. Meritano di essere presi sul serio. L’educazione è  il luogo privilegiato per la cura della “Casa Comune” dove costruire progetti e iniziative per salvare la Terra e lo sviluppo integrale della società. 
  4. Comunità educanti Cavanis:luoghi e tempi di dialogo, per imparare a “saper fare educazione integrale”, ad “alzare” il livello delle competenze educative, a lavorare in sintonia, con un linguaggio accessibile non moralistico a riguardo del Vangelo. Gli educatori sono migliori di quanto li si dipinga, anche se l’insegnamento non è sempre la prima scelta professionale ma un ripiego. 

La Congregazione per l’educazione cattolica, a cui fanno riferimento 216.000 scuole cattoliche e 1.760 università nel mondo, hanno confermato la loro volontà di unire le forze per affrontare insieme le sfide dell’educazione oggi. È un’intesa su questi obiettivi: promuovere la cultura dell’incontro e della fratellanza come fondamento e percorso per la giustizia e la pace; avviare un dialogo tra le civiltà e promuovere l’educazione a beneficio di tutta l’umanità; sviluppare reti di cooperazione nel campo dell’educazione scolastica e universitaria per affrontare le sfide attuali e future; favorire il rispetto dei diritti umani, l’ecologia integrale e la solidarietà per un’alleanza educativa, che rafforzi l’identità e il rispetto delle differenze tra le culture. L’educazione è lo strumento più efficace per attivare processi che promuovano veri cammini di fraternità, integrazione, inclusione e pace per tutti. L’educazione contribuirà a risvegliare nelle nuove generazioni il gusto per un mondo genuinamente fraterno e pacifico, di cui possano sentirsi attori corresponsabili. “Per cambiare il mondo bisogna cambiare anche l’educazione” (Francesco).

P. Diego Spadotto, CSCh