Gratuità educativa

La missione educativa dei Cavanis nasce dall’Amore di Dio, dono gratuito che libera e apre alla “casa comune”.

L’azione educativa dei religiosi Cavanis è un gesto d’amore per la gioventù, in totale e gioiosa gratuità, presente, per volontà dei Fondatori, nel titolo canonico “Congregazione delle Scuole di Carità”. In vari Capitoli generali, la gratuità ha suscitato interpretazioni riduttive e discussioni di ogni tipo. Per Antonio e Marco Cavanis la gratuità della loro missione educativa nasce dalla gratuità paterna dell’Amore di Dio: solo l’Amore di Dio è assolutamente gratuito.

La gratuità non è una questione monetaria

La gratuità non è un problema monetario; essa è prima di tutto una dimensione teologica legata alla gratuità della Creazione, della Salvezza e della Provvidenza. “Dunque eccitare ed accendere sempre più una particolare tenerezza verso la gioventù, a ciò spinta dal gusto che si dà a Dio, che l’ama con affetto distinto e dal gran bene che si fa ad essa”. “I congregati si dedichino alla scuola e alle altre attività educative del tutto gratuitamente”. “Ciò consentirà alla Congregazione la continua presenza dei poveri nelle sue opere e ai singoli religiosi la necessaria libertà da considerazioni umane” (Cost. 49).

La dedizione dei religiosi, nello spirito dei Fondatori

I religiosi “…si dedicano all’apostolato con la stessa dedizione dei Fondatori” (Cost. 44) e con “…la più generosa disponibilità di se stessi all’educazione dei giovani” (Cost. 48). La gratuità nell’educazione è un’opera di fede e di religione.

“Re-ligere” e “re-legere”: la religione come legame e discernimento

L’etimologia della parola religione, “re-ligere”, suggerisce che la religione è ciò che rende solido il legame sociale del popolo di Dio ed è il movente dell’apostolato. Secondo un’altra etimologia, “re-legere” indica che la religione, nella sua missione educativa, è un lavoro di approccio e di studio della realtà, condiviso tra molti: è un’opera corale, per liberarsi dalla trappola che è l’assolutizzazione dell’interpretazione unilaterale del proprio “io” egoista.

Grazia: dono sovrabbondante da condividere

La gratuità dell’opera educativa è una manifestazione del mistero della Grazia: la vita di cui disponiamo è un dono assolutamente gratuito e sovrabbondante, da condividere con altri, senza che niente manchi a me per averla condivisa.

Libertà di donarsi e “casa comune”

La gratuità è una relazione di amore con l’Autore di una vita, donata ex nihilo a tutti; essa alimenta la libertà e la capacità di impegnarsi gratuitamente con e per gli altri in vista della “casa comune”. Questa relazione di amore gratuito e la fiducia proposte da Dio all’essere umano non presuppongono alcuna uguaglianza formale e neppure la possibilità di un’eguaglianza misurata con criteri umani tra Dio e l’uomo. Richiedono, invece, che l’essere umano, destinatario della grazia del “Dio di tutti”, accetti la propria dimensione creaturale, dono incomparabile, così come l’unicità assoluta della gratuità di Dio.

La libertà di donarsi gratuitamente agli altri è legata alla gratuità di Dio: “gratuitamente abbiamo ricevuto, gratuitamente diamo”. “La relazione di dipendenza e di amicizia gratuita con Dio e la libertà della persona crescono insieme” (Karl Rahner).

“Tutto è grazia”: dalla mentalità del debito alla comunione

Solo credendo nella Grazia gratuita ci liberiamo dalla mentalità di “un debito primordiale sempre da pagare fino alla fine, senza mai riuscirci”. Solo la logica della grazia gratuita e sovrabbondante ci permette la comunione con Dio, tra di noi e con la natura: “tutto è grazia”.

Cristo ci offre la certezza che il debito primordiale non esiste più: la creazione è ex nihilo; la “copiosa redenzione” operata da Gesù è gratuita; restituisce alle creature la libertà di costruire un mondo in comune, perché Lui “ha pagato per tutti e per sempre”.

La gratuità nella vita quotidiana

La fede nella gratuità della grazia non avviene in astratto, ma nella realtà concreta di ogni giorno, nella misura in cui ognuno s’impegna a costruire la “casa comune”, nelle relazioni gratuite che stabilisce con gli altri.

P. Diego Spadotto, CSCh

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