LA PAROLA CHE PORTA FRUTTO
Più si “abita” la Parola di Dio, più essa porta frutto e più impariamo a usare bene le parole umane. “Non bisogna parlare a vuoto, pronunciando parole che non siano né di giovamento a chi le ascolta né di necessità nelle relazioni indispensabili e concesse da Dio” (Basilio di Cesarea).
PAROLE CHE CURANO E CHE FERISCONO
“Ci sono parole che curano, che salvano, che fanno male, feriscono; ci sono anche parole vuote, sofferte e pesanti; ci sono parole importanti su cui fondare il senso della propria esistenza; parole gravide di vita e di speranza”.
Come la Parola di Dio, le parole umane hanno la capacità di creare cose nuove, sono capaci di protezione, con possibili interpretazioni che illuminano la vita e le scelte che facciamo; capaci di metterci in relazione con la nostra storia e con noi stessi nel profondo; capaci di sedare le emozioni per scelte più libere e di tessere e intrecciare storie, come amava dire Papa Francesco.
LA FORZA DELLA PAROLA E DELLA RELAZIONE
Ogni parola umana è corporea, ha un proprio peso, riguarda il tutto dell’essere umano. Attraverso la Parola e le parole, Dio e l’uomo entrano in relazione.
La pienezza dell’amore divino può trovarsi nella pienezza dell’amore umano, nelle relazioni che iniziano con la relazione di Adamo ed Eva: “questa è carne della mia carne e osso delle mie ossa”, (Gn 2, 23) “con essa posso incrociare gli occhi, alla pari”.
UNO SGUARDO CHE SI PRENDE CURA
In questo sguardo c’è tutto: felicità, uguaglianza, rispetto, bellezza, guarigione, protezione, verità, cura. Prendersi cura è alleggerire il dolore, è premura, preoccupazione, inquietudine nei confronti dell’altro.
La forza dell’uomo è nello sguardo e nella parola, più potente di qualsiasi arma. La cura dell’altro passa attraverso la parola e lo sguardo, che può accarezzare o uccidere, scaldare o agghiacciare, infondere fiducia o paura.
UNA PAROLA CHE CAMBIA LA VITA
“La Parola di Dio non è solo “informativa”, ma “performativa”, non è soltanto comunicazione di cose che possiamo sapere, ma è una comunicazione che cambia la vita” (Benedetto XVI).
“La parola è la chiave della salute e della felicità, è un alimento per chi la pronuncia e per chi la riceve”.
L’ASCOLTO COME SERVIZIO
Le parole umane, come la Parola di Dio, hanno bisogno di trovare ascolto. Ascoltare è spesso un servizio ben più grande che parlare.
Chi non sa ascoltare l’altro perché ha sempre altro da dire e da aggiungere, solo ode le parole dell’altro; ben presto non saprà neppure più ascoltare Dio, anche di fronte a Dio sarà sempre lui a parlare.
PAROLE CHE ALLARGANO L’ORIZZONTE
Le parole sono i confini del mondo, possono restringere o allargare l’orizzonte.
La parola disarmata e disarmante è fondamentale, nel mondo della scuola, tra insegnanti/alunni durante le ore di lezione, e tra gli alunni, negli intervalli e la ricreazione, che è la materia preferita da tutti, insegnanti e alunni (A. D’Avenia).
LA FORZA DI UNA PAROLA DISARMATA
La forza della parola disarmata e disarmante: “La discussione per evitare l’ennesima guerra tra Ecuador e Perù era impantanata nelle recriminazioni reciproche, d’improvviso, l’allora presidente di Quito, Alfredo Palacio, estrasse dalla borsa una borraccia malridotta, al centro un grande foro di proiettile di arma peruviana e disse con umiltà e rispetto, “Apparteneva a mio nonno”, l’aveva con sé nello scorso conflitto, forse dobbiamo trovare un altro modo per andare avanti”.
I due vicini-rivali, con questo gesto spiazzante e grande coraggio hanno detto basta, nel ricordo della sofferenza patita da un proprio caro.” (Card. Pietro Parolin)
IL CORAGGIO DI PARLARSI
“La pace è coraggio di vincere se stessi e la paura dell’altro, questo coraggio lo si trova insieme parlandosi”. (Card. Pietro Parolin)
P. Diego Spadotto, CSCh