Anno Vocazionale Cavanis 2026–2027
«Chiamati a vivere, servire e testimoniare il dono della vocazione»
Carissimi confratelli, la pace del Signore sia con tutti voi!
Con profonda gratitudine al Signore mi rivolgo a ciascuno di voi in questo Anno Vocazionale Cavanis 2026–2027, tempo privilegiato di grazia, di rinnovamento spirituale e di rendimento di grazie per le benedizioni che Dio ha concesso alla nostra Congregazione lungo la sua storia.
Il Libro del Levitico (cf. Lv 25), presentando l’istituzione del giorno sabbatico, dell’anno sabbatico e soprattutto dell’Anno Giubilare, invita il popolo di Dio a celebrare la vita come dono del Signore. Nel cinquantesimo anno, la terra riposava, gli schiavi riacquistavano la libertà, i debiti venivano condonati e le proprietà restituite ai loro legittimi proprietari. Il giubileo diventava così un tempo di restaurazione, di riconciliazione, di speranza e di manifestazione della benedizione divina sul suo popolo.
Alla luce di questa tradizione biblica, la celebrazione del giubileo della Professione religiosa e dell’Ordinazione sacerdotale assume un profondo significato spirituale. È, prima di tutto, un momento di rendimento di grazie per il dono della vocazione ricevuta, di rinnovamento dell’impegno assunto davanti al Signore e di testimonianza della fedeltà di Dio e della perseveranza di coloro che hanno risposto alla sua chiamata.
In questo Anno Vocazionale Cavanis 2026, in cui celebriamo il giubileo dei 220 anni dell’Ordinazione sacerdotale di Padre Marco, siamo invitati a rinnovare il nostro entusiasmo missionario e ad assumere, con rinnovato ardore, l’impegno di essere promotori delle vocazioni, consapevoli che la vocazione è un dono da accogliere, coltivare e trasmettere alle nuove generazioni.
In questo contesto, tutta la Congregazione si unisce per ringraziare il Signore per i confratelli che, durante quest’anno, celebrano i loro Giubilei di Professione religiosa e di Ordinazione sacerdotale.
Ogni giubileo rappresenta una storia singolare di fedeltà: decenni di preghiera, missione, vita comunitaria, servizio ai giovani, dedizione alla Chiesa e amore alla Congregazione.
Giubilei di Professione Religiosa
80º anniversario
P. Arcangelo Vendrame – 29.10.1946
65º anniversario
P. Giuseppe Viani – 30.09.1961
60º anniversario
P. Pietro Antonio Fietta – 27.09.1966
45º anniversario
P. Irani Luiz Tonet – 22.02.1981
P. Antonio Paulo Vieira Sagrilo – 22.02.1981
P. Nelson Luiz Martins – 22.02.1981
P. Caetano Angelo Sandrini – 22.02.1981
Fr. Wenceslau Kluczkowski – 22.02.1981
40º anniversario
P. Alvise Bellinato – 07.12.1986
35º anniversario
P. Angel Alberto Quijije Meza – 11.02.1991
25º anniversario
P. José Henry Calderón Acosta – 25.08.2001
20º anniversario
P. Adenilson P. Alves de Souza – 22.01.2006
15º anniversario
P. Jeiner Alí Pretel Moreno – 16.01.2011
P. Daniel Musulu Nkoy – 16.01.2011
P. Clément Boke Mpamfila – 15.11.2011
10º anniversario
P. Jusen Ostria Muaña – 02.05.2016
P. Jozel Mark Gerios Patnubay – 02.05.2016
Rel. Herman Kumbi Nsimba – 11.09.2016
Giubilei di Ordinazione Sacerdotale
70º anniversario
P. Diego Dogliani – 17.06.1956
65º anniversario
P. Fabio Sandri – 01.06.1961
60º anniversario
P. Remo Mario Morosin – 26.06.1966
55º anniversario
P. Ottavio Chinello – 27.03.1971
P. Celestino Camuffo – 28.03.1971
50º anniversario
P. Luigi Bellin – 18.09.1976
40º anniversario
P. Irani Luiz Tonet – 28.06.1986
P. Antonio Paulo Vieira Sagrilo – 28.06.1986
35º anniversario
P. Edmilson Mendes – 12.01.1991
30º anniversario
P. Angel Alberto Quijije Meza – 29.06.1996
20º anniversario
P. Adriano Sacardo – 16.12.2006
15º anniversario
P. Franco Allen Somensi – 05.03.2011
P. José Carlos da Silva Leite – 17.07.2011
P. Maurício de Lima Kviatkovski – 03.12.2011
10º anniversario
P. Larry Jay Lantano – 10.06.2016
P. Jason Rubinos Cabacaba – 10.06.2016
P. Daniel Musulu Nkoy – 03.07.2016
P. Rodrigo Duarte – 23.07.2016
Ricordando i nostri giubilandi, non celebriamo solo il tempo trascorso, ma soprattutto la grazia di Dio che è rimasta operante nelle loro vite.
Celebrare questi giubilei significa riconoscere che Dio rimane fedele alla sua promessa e continua a sostenere coloro che ha chiamato a seguire Cristo secondo il carisma Cavanis. Ogni anniversario rappresenta una storia di donazione e di servizio generoso alla Chiesa, alla Congregazione e ai giovani, diventando segno vivo della grazia che accompagna il cammino vocazionale.
In modo particolare, i giubilei di 50, 60, 65, 70 e 80 anni testimoniano un’esistenza dedicata al Regno di Dio e al carisma Cavanis, costituendo un prezioso patrimonio per tutta la Congregazione e ispirando le nuove generazioni a rispondere con generosità alla chiamata del Signore.
Ordinazioni diaconali e sacerdotali
Quest’anno rendiamo grazie al Signore per le ordinazioni sacerdotali dei Padri Jusen Ostria Muaña e Jozel Mark Patnubay Gerios, e per le ordinazioni diaconali di Marcelo Cardoso dos Santos, Hugo Bergamasco Morais, Romar Solis Rodriguez, Vinnize Rey Pernites Pilapil e Gino Ococa Sanchez.
Vocazione religiosa e sacerdotale
Nel contesto dell’Anno Vocazionale Cavanis, è importante sottolineare che per noi Cavanis esiste una profonda simbiosi tra la vocazione alla vita religiosa e il sacerdozio ministeriale.
Negli ultimi tempi, parlando del sacerdozio, il modello più frequentemente presentato è San Giovanni Maria Vianney, soprattutto per i presbiteri diocesani e per coloro che esercitano il ministero nelle parrocchie. Di fronte a ciò, ci chiediamo: i nostri Fondatori sono per noi modelli di sacerdoti o soltanto modelli di educatori? E ancora: la vita religiosa consacrata e il sacerdozio ministeriale sono vocazioni incompatibili?
Prima di rispondere, è importante ribadire che sia la vocazione alla Vita religiosa consacrata sia la vocazione al Sacerdozio sono doni di Dio. Il sacerdote è discepolo di Gesù, così come il religioso. Tuttavia, l’identità sacerdotale non può essere separata dal ministero sacerdotale. Il Sacerdote si affida a Dio in un atto di fiducia, e il celibato costituisce un abbandono totale nelle mani del Signore. Il Religioso, invece, si consacra a Dio mediante la professione dei voti. Entrambe le vocazioni sono chiamate alla santità.
La santità implica configurarsi a Cristo, obbedire alla volontà di Dio e donarsi nel servizio alla comunità. Per questo, chi abbraccia contemporaneamente il Sacerdozio e la Vita religiosa consacrata è chiamato a vivere pienamente la ricchezza e la complementarità di questi due doni.
Un aspetto importante della risposta vocazionale del religioso è la dimensione comunitaria, vissuta soprattutto nella comunità di appartenenza. I presbiteri, a loro volta, vivono questa dimensione nella comunione con il vescovo e con gli altri presbiteri. Così comprendiamo che la vocazione alla Vita religiosa consacrata e la vocazione al Presbiterato non si oppongono tra loro, ma possono coesistere armoniosamente nella stessa persona.
Non si tratta di un’imposizione né di una contraddizione, ma di una realtà pienamente possibile, poiché Dio chiama alcuni a vivere contemporaneamente lo stile di vita di Cristo e il suo sacerdozio a servizio della comunità cristiana. Con l’Ordinazione sacerdotale, il presbitero è configurato a Cristo, e lo Spirito Santo lo abilita a esercitare il ministero sacerdotale in crescente conformità a Lui, servendo la Chiesa come pastore.
In questo contesto, il carisma è un elemento fondamentale per comprendere e vivere la vocazione del religioso presbitero. Alla luce del Concilio Vaticano II, in particolare dei documenti Lumen Gentium e Perfectae Caritatis, il carisma è una delle dimensioni che configurano l’identità del religioso. Esso orienta concretamente il modo di vivere la propria vocazione, mentre le Costituzioni dell’Istituto presentano i principi fondamentali per vivere la consacrazione religiosa secondo un determinato carisma.
Il sacerdote religioso non possiede un’incardinazione definitiva in una Chiesa particolare; per questo si pone al servizio delle Chiese locali secondo il carisma e la missione del proprio Istituto, collaborando con l’azione pastorale e servendo tutta la Chiesa.
Vocazione laicale
Riflettendo sull’Anno Vocazionale Cavanis, il nostro sguardo non può limitarsi alle vocazioni sacerdotale e religiosa. Lo Spirito Santo continua a chiamare uomini e donne a servire la Chiesa in diversi stati di vita, tutti necessari per l’edificazione del Corpo di Cristo.
La Chiesa è una comunione di vocazioni. Ogni battezzato riceve una missione e partecipa, secondo la propria condizione, all’unica missione evangelizzatrice affidata da Cristo. Per questo, l’Anno Vocazionale è un’occasione privilegiata per riscoprire la ricchezza della vocazione laicale e la sua importanza per la vitalità del nostro carisma.
In questo spirito di comunione, desidero ricordare due momenti significativi che caratterizzeranno questo Anno Vocazionale riguardo alla vocazione laicale e alla sua integrazione con la Congregazione.
Nella Delegazione d’Italia si terrà, dal 16 al 19 luglio, in Casa Sacro Cuore a Possagno, l’incontro dei Laici legati alla Congregazione e impegnati nella vita del carisma Cavanis. Il tema scelto — «Religiosi e laici insieme per il Vangelo» — esprime chiaramente il cammino che siamo chiamati a percorrere.
Sarà un’occasione privilegiata per rafforzare l’identità carismatica, approfondire la spiritualità comune, condividere esperienze e rinnovare l’impegno missionario che unisce religiosi e laici nella stessa opera evangelizzatrice ed educativa.
Allo stesso tempo, nella Provincia Cavanis del Brasile si svolgeranno incontri regionali dei Laici Cavanis. Tra questi, merita particolare attenzione l’incontro che si terrà il 18 e 19 luglio a Maringá (PR), riunendo rappresentanti delle comunità di Maringá, Pérola d’Oeste e Realeza per momenti di formazione, spiritualità e convivenza fraterna.
In questo senso, è importante che ogni Parte Territoriale della Congregazione organizzi incontri di formazione e spiritualità con i laici, per riflettere sulla vocazione e rafforzare la collaborazione reciproca nella missione e nella vita del carisma della Congregazione.
Visita in Asia e in Africa
Nel mese di marzo e all’inizio di aprile ho avuto la gioia di visitare Timor Est, dove ho conosciuto una Chiesa ministeriale e partecipativa. La nostra comunità religiosa è profondamente impegnata nell’animazione pastorale, nell’educazione e nella promozione vocazionale, contando anche su una casa di formazione che accoglie sei seminaristi del propedeutico.
Successivamente ho visitato le Filippine, dove svolgiamo la nostra missione nelle scuole, nella parrocchia e nella formazione di seminaristi del propedeutico, aspiranti, postulanti e religiosi. Si tratta di una nazione con buone prospettive per lo sviluppo del carisma Cavanis e per la crescita delle vocazioni.
Nel mese di giugno, insieme a P. Giuseppe Moni, ho visitato la comunità religiosa di Pemba, in Mozambico, dove i confratelli della Congregazione svolgono un lavoro pastorale nella Quasi-parrocchia San Francesco d’Assisi, una Chiesa viva e ministeriale impegnata nella formazione di cinque seminaristi del propedeutico e in un progetto sociale rivolto a un piccolo gruppo di bambini e adolescenti.
Dopo la visita in Mozambico, siamo stati a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, dove la nostra Congregazione opera nell’educazione, attraverso la M.A.C., nella pastorale della Comunità Monte Carmelo, nell’animazione vocazionale e nella formazione dei seminaristi del propedeutico, aspiranti, postulanti, novizi e religiosi. Anche questa è una Chiesa viva e ministeriale.
Anche in Africa abbiamo trovato prospettive molto promettenti per lo sviluppo del carisma Cavanis e per la crescita della pastorale vocazionale e delle vocazioni.
Pasqua di P. Frances Panistan Cadagdagon
Con profondo dolore desidero condividere con tutta la Congregazione la notizia della Pasqua del nostro confratello P. Frances Panistan Cadagdagon, che il 18 giugno 2026 è tornato alla Casa del Padre, in seguito a un tragico incidente stradale.
P. Frances era nato il 5 luglio 1987 a San Francisco, nella provincia di Agusan del Sur (Mindanao, Filippine). Entrato nel nostro Seminario nel 2011, fu successivamente ammesso all’anno di Noviziato ed emise la Prima Professione Religiosa il 2 maggio 2016. Sei anni dopo, il 2 maggio 2022, consacrò definitivamente la sua vita al Signore con la Professione Perpetua. L’8 giugno 2024, nella Basilica Metropolitana Santa Maria Nascente di Milano, ricevette l’ordinazione presbiterale dalle mani di S.E. Mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano.
Rientrato nelle Filippine nel novembre 2025, riprese con generosità il suo servizio nella missione educativa della Congregazione, dedicandosi in modo particolare alla formazione iniziale dei seminaristi e all’animazione vocazionale.
La sua morte, avvenuta a soli 38 anni, ci colpisce profondamente. Tuttavia, come uomini consacrati e discepoli del Signore Risorto, viviamo questo momento nel dolore, ma anche nella fede e nella speranza. La nostra certezza è che Cristo, vincitore della morte, accoglie nella sua pace coloro che hanno speso la propria vita al servizio del Vangelo e dei giovani.
In questo momento di dolore esprimo la mia vicinanza e la mia preghiera alla sua famiglia, alla Delegazione Filippine-Timor Est, ai confratelli, ai seminaristi e a tutti coloro che hanno conosciuto P. Frances.
Le esequie sono state celebrate il 28 giugno 2026 nella Cappella del Seminario Cavanis, presiedute da S.E. Mons. Medel Aseo, Vescovo di Tagum, che lo aveva ordinato diacono. Al termine della celebrazione, il corpo di P. Frances è stato tumulato nel cimitero della Congregazione, presso il Noviziato di Tibungco, Davao.
Affidiamo il nostro confratello all’intercessione della Beata Vergine Maria e dei nostri Santi Fondatori, certi che il Signore, ricco di misericordia, gli concederà il premio promesso ai servi fedeli.
Invito tutte le comunità della Congregazione a ricordare P. Frances nella celebrazione dell’Eucaristia e nella preghiera comunitaria, rendendo grazie al Signore per il dono della sua vocazione e del suo ministero sacerdotale, nella speranza che, essendo morti con Cristo, risorgeremo con Lui (cf. Rm 6,8).
Conclusione
Stiamo concludendo il primo semestre di questo anno 2026, un tempo che è trascorso rapidamente. È importante che ogni religioso e ogni comunità valutino i passi già compiuti e programmino quelli che saranno realizzati nel corso dell’anno, in particolare riguardo all’Anno Vocazionale.
Concludendo questa Lettera Circolare, desidero rinnovare il mio sincero ringraziamento a ogni religioso, sacerdote, diacono, fratello e laico che, con fedeltà silenziosa e generosa, continua a scrivere la storia della Congregazione delle Scuole di Carità.
Che la testimonianza dei nostri religiosi e sacerdoti giubilanti rafforzi la nostra fiducia nell’azione della grazia. Che l’esempio di Padre Antonio e Padre Marco Cavanis continui a ispirare la nostra vita e la nostra missione.
Ricevete il mio saluto fraterno, la mia gratitudine e la mia benedizione.
Roma, 29 giugno 2026 – Solennità dei Santi Pietro e Paolo
PADRE ROGÉRIO DIESEL C.S.Ch. – PREPOSITO GENERALE